Autismo : quale integrazione?

Dopo la vicenda di Giulio che ha visto protagonista un bambino di 14 escluso dalla gita scolastica, ma alla fine alla madre è stata fatta firmare l’informativa sull’uscita, a cui il ragazzo prenderà parte.   altre vicende si sono verificate in altre parti di Italia come il caso di Legnano (Milano), dove si è verificato il caso di discriminazione di una studentessa autistica di terza media, che non è stata messa in condizione di partecipare al viaggio d’istruzione (poi rinviato) perché nessuna compagna voleva dividere la camera con lei,Un secondo caso che ha richiesto l’avvio di un’ispezione ministeriale è quello che riguarda un bambino autistico di una scuola dell’infanzia di Firenze, che avrebbe dovuto raggiungere in taxi i compagni in gita nel parco di Villa Strozzi, perché il pulmino messo a disposizione della scuola non aveva il posto anche per l’insegnante di sostegno. Una soluzione ritenuta inaccettabile dalla mamma dell’alunno. La situazione è stata poi risolta dal Comune di Firenze, che ha messo a disposizione un secondo pulmino per l’uscita che è stata confermata. In ogni caso, l’Ufficio scolastico regionale ha interessato il servizio ispettivo e convocato il dirigente scolastico per chiedere approfondimenti sulla vicenda e ripristinare un clima di serenità e dialogo nella scuola. Rischia, invece, di finire in tribunale la vicenda che ha per protagonista un bimbo autistico di 11 anni dell’Isola d’Elba (Livorno). Da un lato la mamma, che ha denunciato atti di bullismo nei riguardi del figlio. Inoltre, a suo dire, l’undicenne al minimo accenno di nervosismo, veniva sistematicamente portato fuori dall’aula invece di cercare di farlo ambientare con gli altri bimbi. Dall’altro lato l’istituto. Secondo il preside «l’unica cosa vera sarebbe quella relativa ad un episodio di bullismo avvenuto a bordo dello scuolabus e riguardo il quale, pur essendo avvenuto fuori dalla scuola, ci siamo attivati con il Comune coinvolgendo le forze dell’ordine e promuovendo incontri con genitori e ragazzi perché da parte nostra c’è la massima attenzione su questi temi», si legge in una nota della scuola, che ha deciso di adire le vie legali. 

 

Tutte queste storie hanno un comune denominatore quello della scarsa conoscenza dell'autismo, quella delle persone adulte che dovrebbero sensibilizzare il più possibile con i ragazzi a questo handicap, quella di integrare i nostri figli non solo nell'ambito scuola che può dare una grossa mano visto che i nostri figli ci passano la maggior parte delle ore ,ma di creare ad hoc delle situazioni in cui anche fuori dall'ambito scolastico i nostri ragazzi possano avere quelle possibilità che non hanno, fortunatamente ci sono queste isole felici ma sono molto poche rispetto alla stima di casi di autismo che ci sono stati in questi anni. Molte volte i nostri ragazzi si trovano in un contesto in cui dopo la scuola c'è il nulla e in arrivo della chiusura delle scuole per l'estate  il deserto...la vera integrazione dovrebbe partire proprio dalla strutturazione di integrazione oltre che a scuola anche nei diversi ambiti di vita quotidiana questo favorirebbe una sensibilizzazione nei confronti dei ragazzi, un opportunità per i nostri figli e chissà...forse anche un mondo migliore ed un  buon futuro di cui i nostri figli hanno tanto bisogno 

 

 

A.M.