Autismo: necessario il coinvolgimento delle scuole

Quando ci sono grandi genitori dietro un obiettivo concreto non possiamo non segnalarlo complimenti a Nello Pomona e alla sua Associazione " Autismo Oltre di Catania"

 

 

CATANIA. Le tematiche dell'autismo, i percorsi di integrazione e la qualità della vita, sono stati al centro, ieri pomeriggio, di un partecipato convegno organizzato dall'associazione «Autismo onlus» con il patrocinio del Comune. I lavori, moderati dal direttore del dipartimento di Scienze della formazione dell'Università di Catania, Santo Di Nuovo, hanno affrontato vari aspetti della patologia: la risposta sanitaria, l'integrazione del soggetto autistico a scuola, il rapporto tra fratelli e sorelle nelle famiglie con soggetti autistici. Dal presidente di «Autismo onlus», Giuseppe Bellomo, è stato lanciato un messaggio rivolto ai laureati e ai laureandi nelle facoltà di psicologia e attinenti, «perché ci possa essere da parte loro una scelta prioritaria per quanto riguarda lo studio dell'autismo. Si tratta di un fenomeno purtroppo molto diffuso e abbiamo bisogno di persone nuove, aperte e disponibili a nuovi saperi e ricerche». Anche il vice presidente del sodalizio Nello Pomona ha aggiunto: «Con il convegno vogliamo raggiungere un duplice obiettivo: avvicinare gli studenti della facoltà di psicologia alle problematiche dell'autismo perché abbiamo bisogno di gente specializzata che lavori con i nostri ragazzi. Dall'altro lato vogliamo fare il punto sull'integrazione e su quali percorsi funzionano per i nostri ragazzi, su quello che offre il nostro territorio e su ciò che non va».
I lavori sono stati aperti dal sindaco Roberto Barbagallo e dall'assessore alle politiche sociali Adele D'Anna: «Un nodo cruciale della tematica - ha spiegato quest'ultima - è la formazione di operatori specializzati che possano per tempo fare una diagnosi dell'eventuale patologia e poi da li iniziare un percorso di cura che deve prevedere momenti sanitari ma anche sociali. Un elemento centrale è il lavoro che va fatto nelle scuole con gli educatori alla comunicazione specializzati in disturbi dell'autismo ma si è parlato anche della necessità di lavorare per aiutare i genitori, con forme di auto mutuo-aiuto e pensare al dopo, quando i genitori non ci saranno più».

di Antonio Carreca

 

Fonte: La Sicilia